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Confezionamento e stile di vita: 1a parte

Avete mai pensato che gli imballi alimentari sono l’espressione dei nostri modi di concepire il consumo?

Se osserviamo l’evoluzione degli usi e dei costumi negli ultimi decenni, è sempre più evidente che la parola chiave che caratterizza il nostro stile di vita è velocità. Immediatezza, o just in time, la fanno da padroni in tutti settori, e questo si riflette sul tipo di alimentazione e sulle modalità con le quali affrontiamo il consumo del cibo.

La crescente complessità della nostra vita, e l’ambizione generale di espandere i nostri impegni, quasi che temessimo gli spazi e i tempi vuoti, ci spinge a sveltire le operazioni ripetitive, e quindi anche la preparazione dei cibi e gli stessi acquisti dei generi di prima necessità. I pasti quindi devono essere veloci, e quindi nei fast food, o con cibi pronti anche quando consumiamo i pasti a casa, tra un impegno e l’altro.

Si ricercano quindi prodotti conservabili, pronti all’uso, che possano evitare l’acquisto quotidiano e che ci liberino dalle preparazioni laboriose della cucina tradizionale. Giusto o sbagliato che sia, questo stile di vita ha modificato profondamente il modo di consumare.

Quali sono i fattori che spingono all’uso di un imballo o alla ricerca di nuove soluzioni?

Un semplice esempio è l’aumento del consumo di latte a lunga conservazione in sostituzione di quello fresco che richiede un acquisto più frequente. O l’uso dei surgelati sempre pronti e disponibili nel freezer.

Ma come si è adeguato il mercato a questi concetti? Al di là dei trattamenti tecnologici, sempre più evoluti ed efficienti, con i quali possiamo disporre di cibi pronti e integri nelle loro proprietà nutrizionali, la parte più importante è giocata dalla tecnologia e dai materiali di imballo.

La creazione di nuovi materiali ad uso alimentare, idonei al contatto con gli alimenti, ha consentito di produrre alimenti stabili nel tempo e pronti al consumo, nelle dosi più varie. Il consumatore, un tempo abituato al vetro o alla scatoletta, si è avvalso delle nuove confezioni in materiali plastici, in alluminio o in accoppiato perché questi materiali hanno consentito di ottenere indubbi vantaggi nel trattamento e conservazione degli alimenti. L’imballo è diventato quasi prevalente sul contenuto. Basti pensare allo stesso concetto del vuoto a perdere in materiali plastici che ha rivoluzionato i consumi in nome dei vantaggi immediati che offriva, salvo poi causare un inquinamento a livello planetario senza precedenti. Non è lontano il tempo che gli acquisti venivano fatti portandosi dietro il contenitore, così era per il vino, l’olio e molti altri alimenti. Ecologicamente corretto, ma estremamente distante dalle necessità pratiche di una società just in time come quella odierna. Difficile rinunciare all’agiatezza dei consumi, quando la pubblicità ti invita a ordinare a domicilio panini, pizze, o sushi preconfezionati in contenitori usa e getta, con buona pace degli oceani e delle microplastiche.

Quali sono le principali differenze tra le diverse modalità di confezionamento degli alimenti?

Non tutti i materiali utilizzati per il confezionamento sono equivalenti. Proviamo a conoscere le principali differenze. Per comprendere le differenze confrontiamo uno stesso prodotto in tre confezioni diverse: una minestra in vasetto di vetro, un’altra minestra in scatola, ed una in cartone accoppiato. Si potrebbe pensare che la minestra all’interno sia equivalente, eppure non è così.

Per prima cosa ricordiamo quali sono le caratteristiche che deve avere un imballo. Innanzi tutto, deve essere atossico. Non deve contaminare l’alimento con sostanze estranee. Deve proteggere il cibo dall’ambiante esterno, dalla luce, dall’ossigeno, dai microrganismi, dall’inquinamento. E’ quello che si usa dire “effetto barriera”. L’imballaggio deve possedere caratteristiche di economicità: sarebbe un controsenso proteggere un prodotto con un imballo che costa più del contenuto. Si devono poi garantire condizioni di facile lavorazione e consentire di creare confezioni attraenti e in grado di fornire le corrette informazioni al consumatore.

Nella seconda parte approfondiremo i concetti che stanno alla base delle scelte di confezionamento e come queste siano direttamente correlate agli attuali modelli di consumo. Continuate con noi!

 

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