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Consegna a domicilio: perchè la differenza la fa il “quando”

Riprendiamo il nostro approfondimento sull’argomento “Consegne a domicilio”, termine che in questo momento viene utilizzato come modalità di vendita da parte di molti operatori del settore alimentare, spesso l’unico strumento possibile a seguito delle limitazioni imposte dall’epidemia di coronavirus.

Ci occupiamo di completare gli ultimi riferimenti alle norme che regolano l’informazione sui prodotti alimentari, tassello importantissimo sia per l’operatore alimentare che per chi realizza strumenti di comunicazione e di web marketing.

Riprendendo il Regolamento UE 1169/2011, ci preme rimarcare come l’informazione sia l’aspetto fondamentale di tutta a questione: il consumatore deve essere correttamente informato sui costituenti dell’alimento che acquista quando si effettua qualunque tipo di vendita.

Il tema delle allergie riveste poi particolare importanza in quanto, nei soggetti con patologie conclamate o meno, può provocare gravi reazioni del sistema immunitario, con possibili esiti fatali.

Il legislatore, in sede europea e nazionale, ha posto un accento particolare sulla prevenzione, imponendo una comunicazione efficacie e chiara da parte dell’operatore alimentare, in tutte le forme di interazione con il consumatore.

Non è superfluo ricordare che la mancata ottemperanza non solo è passibile di sanzioni pecuniarie particolarmente severe, ma può avere anche conseguenze penali.

Vediamo le informazioni obbligatorie!

Pertanto, poniamo l’accento sul QUANDO viene effettuata la comunicazione, perché in funzione del momento è diversa la forma di comunicazione che possiamo adottare.

Ad esempio, nel caso di vendita effettuata nel punto vendita:

 CAPO IV – SEZIONE I – Articolo 13

Presentazione delle indicazioni obbligatorie

  1. (omissis)…, le informazioni obbligatorie sugli alimenti sono apposte in un punto evidente in modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili. Esse non sono in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni scritte o grafiche o altri elementi suscettibili di interferire.

 

Ad esempio, esponendo il libro ingredienti e l’informativa allergeni in un punto particolarmente visibile del punto vendita oppure, in caso di strumenti elettronici, pubblicandoli su detti strumenti, come nel caso di listini e menù.

Per la vendita a distanza invece si riporta il seguente ’articolo:

CAPO IV – SEZIONE I -Articolo 14

Vendita a distanza

  1. Fatti salvi i requisiti d’informazione previsti dall’articolo 9, per gli alimenti preimballati messi in vendita mediante tecniche di comunicazione a distanza:
  2. a) le informazioni obbligatorie sugli alimenti, a eccezione delle indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera f), sono disponibili prima della conclusione dell’acquisto e appaiono sul supporto della vendita a distanza o sono fornite mediante qualunque altro mezzo adeguato chiaramente individuato dall’operatore del settore alimentare. Quando si usano altri mezzi adeguati, le informazioni obbligatorie sugli alimenti sono fornite senza che l’operatore del settore alimentare imponga costi supplementari ai consumatori;
  3. b) tutte le indicazioni obbligatorie sono disponibili al momento della consegna.

Nella vendita a distanza i prodotti sono di norma preconfezionati. Con tale modalità di vendita l’obbligo è di rendere disponibili le informazioni PRIMA della conclusione dell’acquisto. Lo strumento utilizzato deve quindi esporre chiaramente e con facilità di accesso tutte le informazioni di legge ancor prima che il consumatore scelga l’alimento da “mettere nel carrello”. Qualunque sia il mezzo utilizzato (social, sito e.commerce, etc.)

Inoltre, tutte le indicazioni obbligatorie devono essere disponibili ALLA CONSEGNA.

Come indicare gli allergeni?

Per le premesse sopra esposte sugli allergeni, rimarchiamo l’importanza dell’argomento, ricordando che:

CAPO IV – Sezione 2 – Articolo 21

Etichettatura di alcune sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze

  1. Fatte salve le disposizioni adottate ai sensi dell’articolo 44 , paragrafo 2, le indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera c), sono conformi ai requisiti seguenti:
  2. a) figurano nell’elenco degli ingredienti (omissis)… con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza o del prodotto figurante nell’elenco dell’allegato II;
  3. b) la denominazione della sostanza o del prodotto figurante nell’allegato II è evidenziata attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri ingredienti elencati, per esempio per dimensioni, stile o colore di sfondo.

Quindi anche la forma di comunicazione e la denominazione devono rispondere a principi ben definiti, e non improvvisata con dichiarazioni di tipo diverso o ambigue.

Per il momento ci fermiamo qua. Riteniamo sufficiente per i nostri scopi la lunga carrellata delle normative che ci ha accompagnato nella trattazione.

Nel prossimo contributo riporteremo le nostre conclusioni per consentire una riflessione ponderata sulle modalità di gestione della “Consegna a domicilio” sotto il punto di vista dell’informativa e degli strumenti di web marketing.

Se hai bisogno di conferme, basta un click:

Check Up Consegne a Domicilio

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