Le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari | MANGIATEBENE.IT

Dieta e malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari (MCV) rappresentano ancora la principale causa di morte in tutto il mondo ed in Italia, in particolare, la prima causa di ospedalizzazione. In aggiunta nei Paesi europei il numero di ricoveri per MCV è in crescita, mentre appare stabile il tasso di mortalità.
E’ di recente pubblicazione sul Giornale Italiano di Cardiologia nel Supplemento al numero di febbraio 2018 il “documento di consenso e raccomandazione per la prevenzione cardiovascolare (CV) in Italia”, frutto della collaborazione di numerose Società Scientifiche italiane.
Scopo della prevenzione è ridurre la diffusione delle MCV con benefico impatto principalmente sulla qualità della vita, ma contemporaneamente sul contenimento della spesa sanitaria.

L’ obiettivo è diminuire la diffusione delle malattie cardiovascolari

I fattori di rischio CV sono situazioni cliniche che predispongono allo sviluppo delle MCV quali la cardiopatia ischemica, l’ictus, l’insufficienza renale cronica. Tra i fattori di rischio CV ve ne sono alcuni “non modificabili” come il sesso (maschile) e l’età, ma ce ne sono altri “modificabili” che sono in stretto rapporto con una corretta alimentazione, in particolare l’ipercolesterolemia, il diabete, l’obesità, questi ultimi due spesso associati in quella che viene definita “sindrome metabolica”.
Ovviamente gli interventi sui fattori di rischio connessi con l’alimentazione devono tenere conto della situazione clinica di ogni singolo individuo, quindi un diabetico dovrà attenersi ad una dieta ipoglicidica, invece un insufficiente renale dovrà necessariamente ridurre l’apporto proteico. Ci sono comunque orientamenti comuni in grado di agire sinergicamente su tutti i fattori di rischio.

Le malattie cardiovascolari | MANGIATEBENE.IT
Le malattie cardiovascolari | MANGIATEBENE.IT

Il colesterolo rimane sempre un fattore da controllare

Il controllo dell’apporto di colesterolo rimane cardine di ogni intervento alimentare, vale sempre il bando assoluto all’assunzione dei grassi idrogenati, la raccomandazione a mantenere basso l’introito di acidi grassi saturi, il suggerimento invece di prediligere i grassi monoinsaturi (l’olio extravergine di oliva) e polinsaturi (pesce, frutta con guscio…). Il pesce rimane alimento privilegiato in quanto ricco di acidi grassi Omega3, senza particolare distinzione tra il pescato e l’allevato. Moderazione va esercitata nei confronti di crostacei e frutti di mare, più ricchi di colesterolo, ma probabilmente il loro costo è di per se un efficace calmiere.

Privilegiare sempre frutta e verdura

Via libera al consumo degli alimenti di origine vegetale che oltre tutto sono importanti fornitori di fibra alimentare tanto importante per il corretto funzionamento dell’intestino. Da tempo si sollecita la moderazione all’uso del sale per i suoi rapporti con lo sviluppo dell’ipertensione e per gli effetti sulla ritenzione idrica nell’insufficienza cardiaca e renale. Si raccomanda inoltre di evitare di assumere bevande zuccherate che in particolari Paesi sono fonte di diabete ed obesità.

Le malattie cardiovascolari | MANGIATEBENE.IT

Ovviamente gli interventi sui fattori di rischio connessi con l’alimentazione devono tenere conto della situazione clinica di ogni singolo individuo.

Occupiamoci anche delle modalità di assunzione dell’alcool

In una precedente nota ci siamo occupati dell’assunzione dell’alcool etilico, da sempre ritenuto responsabile di gravi danni, soprattutto in caso di abuso, purtroppo ultimamente, diffuso tra i giovani. Uno studio recente condotto da un folto numero di Autori a nome di numerose Società scientifiche di vari Paesi, pubblicato sulla prestigiosa rivista inglese Lancet, ha voluto fare chiarezza sull’argomento, partendo dalle diverse raccomandazioni delle Linee Guida in varie parti del mondo.
Per quanto riguarda il consumo dell’alcool il documento di consenso si dimostra più severo rispetto a precedenti raccomandazioni: precisa infatti che bere un paio di bicchieri di vino al giorno di vino per gli uomini ed un bicchiere al giorno per le donne ha un effetto favorevole sulla riduzione delle MCV. Non sembrano esserci differenze significative tra vini rossi e bianchi, anche se i primi risultano più ricchi di polifenoli e con contenuto minore di solfiti rispetto ai vini bianchi più delicati.
Una recentissima metanalisi pubblicata da un folto gruppo di Ricercatori di varie Nazioni su una prestigiosa rivista, the Lancet (aprile 2018), in realtà sostiene che non vi sia certezza su questo punto e sottolinea la grande disparità presente tra le linee guida in uso in varie parti del mondo circa il limite di rischio del consumo dell’alcool nei confronti del rischio CV.

Come comportarsi con il vino

In particolare, negli USA, nel Canada ed in Svezia si indica come limite massimo un consumo di vino pari 196 grammi per gli uomini (circa 11 bicchieri da 125 ml) e 98 grammi per le donne alla settimana.
Altri Paesi come l’Italia, la Spagna ed il Portogallo suggeriscono dosi maggiori del 50%, mentre in Inghilterra il limite è più severo e si abbassa invece del 50% rispetto agli Stati Uniti. In questa metanalisi sono stati valutati i risultati di tre grandi studi che hanno coinvolto circa 600 mila bevitori abituali di ambedue i sessi in 19 Paesi ad alto reddito e si è concluso che la soglia per il più basso rischio di mortalità per tutte le cause è pari a 100 grammi di alcool alla settimana, cioè circa 6 bicchieri di vino.
Nelle conclusioni gli Autori sostengono che per i maschi la riduzione del consumo di alcool da 196 a 100 grammi alla settimana comporta all’età di 40 anni un aumento della spettanza di vita da 1 a 2 anni. Speriamo … che non siano di pioggia.

Dott. Francesco Pozzar

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo

Lascia un Commento