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L’etichettatura degli alimenti- Parte II: responsabilità e pratiche leali

Proseguiamo con ordine nella guida per la preparazione delle etichette per le tue produzioni.

La scorsa volta ci siamo occupati delle definizioni di base e della corretta denominazione dell’alimento, fondamentale per comprendere gli obblighi che ne conseguono.

Continuiamo ricordando via via i passi più importanti, come previsti dalla norma, sottolineando o evidenziando in neretto i concetti chiave. Abbiamo scelto di riprodurre parti del testo originario e di commentarle in modo da essere il più possibile oggettivi e da darti la possibilità di seguire il Regolamento nella sua forma integrale (lo puoi trovare qui: https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:304:0018:0063:it:PDF)

Questa volta proseguiamo con un cenno sulle pratiche leali:

Reg 1169 – CAPO III –REQUISITI GENERALI RELATIVI ALL’INFORMAZIONE SUGLI ALIMENTI E RESPONSABILITÀ DEGLI OPERATORI DEL SETTORE ALIMENTARE- Articolo 7 –Pratiche leali d’informazione

1. Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare:

a) per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in particolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione;

b) attribuendo al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede;

c) suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive;

d) suggerendo, tramite l’aspetto, la descrizione o le illustrazioni, la presenza di un particolare alimento o di un ingrediente, mentre di fatto un componente naturalmente presente o un ingrediente normalmente utilizzato in tale alimento è stato sostituito con un diverso componente o un diverso ingrediente.

2. Le informazioni sugli alimenti sono precise, chiare e facilmente comprensibili per il consumatore.

Quindi, dobbiamo fare molta attenzione a non trarre in inganno il consumatore indicando proprietà, ingredienti, o caratteristiche che possano essere ambigue. O che sono del tutto consuete per quel tipo di prodotto e quindi non possono essere vantate come differenze.

Come corollario alle pratiche leali di informazione, è opportuno considerare anche il vasto campo delle indicazioni nutrizionali e relativi claims: queste sono regolamentate dal Regolamento CE n. 1924/2006 e successive norme integrative.

Lo scopo di questa ulteriore normativa si evince dalle considerazioni dello stesso Reg.194 del quale riportiamo uno stralcio:

“Vi è un’ampia gamma di sostanze nutritive e di altre sostanze a effetto nutrizionale e fisiologico, compresi, ma non solo, vitamine, minerali, oligoelementi, amminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre, varie piante ed estratti di erbe, con un effetto nutrizionale o fisiologico, che potrebbero essere presenti in un prodotto alimentare ed essere oggetto di un’indicazione. Pertanto, è opportuno stabilire principi generali applicabili a tutte le indicazioni fornite sui prodotti alimentari per garantire un elevato livello di tutela dei consumatori, per dare ai consumatori le informazioni necessarie affinché compiano scelte nella piena consapevolezza dei fatti e per creare condizioni paritarie di concorrenza per l’industria alimentare”.

 

Inoltre, il Reg. 1924 si applica: (omissis)….  alle indicazioni nutrizionali e sulla salute figuranti in comunicazioni commerciali, sia nell’etichettatura sia nella presentazione o nella pubblicità dei prodotti alimentari forniti al consumatore finale, compresi quelli commercializzati senza imballaggio o offerti alla rinfusa.

E’ necessario quindi seguire scrupolosamente le norme indicate per evitare che una dichiarazione in etichetta, o sull’imballo del prodotto, o negli spot pubblicitari, possa essere pregiudizievole e non in linea con le pratiche leali e con la normativa specifica sulle indicazioni nutrizionali (da non confondere con le informazioni nutrizionali previste dal Reg. 1169, ovvero l’etichetta nutrizionale, per la quale rimandiamo ad altri interventi).

Attenzi0ne alla dichiarazione di assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti.

In relazione ad altri tipi di informazioni, citiamo anche i seguenti regolamenti da considerare attentamente:

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 828/2014 DELLA COMMISSIONE del 30 luglio 2014 relativo alle prescrizioni riguardanti l’informazione dei consumatori sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti.

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/775 DELLA COMMISSIONE del 28 maggio 2018 recante modalità di applicazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda le norme sull’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento.

Vediamo ora le responsabilità che sono in capo a te in qualità di operatore del settore alimentare OSA) in merito all’ etichettatura, come definite dal Reg 1169 – CAPO III – Articolo 8 – Responsabilità, che riassumiamo nei suoi fondamentali:

L’OSA responsabile delle informazioni sugli alimenti è chi commercializza o chi importa e risponde della correttezza e della presenza delle informazioni. L’ OSA si fa garante della conformità dei prodotti e non fornisce prodotti di cui non sia certo della correttezza delle informazioni. Non ne modifica in alcun modo le informazioni e ne verifica la conformità nell’ambito della sua impresa. Si fa carico, inoltre, che le informazioni sui prodotti non preimballati giungano al consumatore finale o al successivo OSA in modo che le possa comunicare correttamente al consumatore finale.

Nel caso di prodotti preimballati l’OSA deve assicurare le informazioni con apposita etichetta sull’imballo, o accompagnare i prodotti con documenti analoghi ed in modo da assicurare che tali documenti siano sempre presenti nella successiva fase di commercializzazione, trasformazione o per la vendita alla collettività. Quindi, nessuna fase può essere attuata senza che i prodotti non siano accompagnati da un’etichetta o da idoneo documento che riporta le informazioni obbligatorie.

In parole povere nessuna area grigia deve essere possibile: il prodotto alimentare deve essere sempre identificato con le sue informazioni obbligatorie ed indicarne il responsabile.

Proseguiremo con calma la nostra carrellata nel prossimo articolo dedicato alle informazioni obbligatorie; nel frattempo approfitta del nostro servizio Check Up Etichetta, basta un semplice click:

https://www.centauris.it/product/check-up-etichetta-alimentare/

NB: il contenuto di questo articolo ha valore meramente indicativo e non può essere considerato esaustivo per la predisposizione delle etichette. Ogni Operatore del settore alimentare deve elaborare autonomamente le proprie informazioni sugli alimenti delle quali è responsabile in relazione alla sua specifica realtà e produzione e secondo le specifiche norme di legge.

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