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L’etichettatura degli alimenti - PARTE V: come indicare gli allergeni in etichetta, la quantità netta e informazioni per il consumo.

Ci occupiamo questa volta di alcuni approfondimenti in merito agli allergeni alimentari, ed alle indicazioni sulla quantità netta, TMC e condizioni di conservazione e uso.

Proseguiamo come di consueto riportando i paragrafi della normativa, accompagnati da nostre osservazioni, in modo da lasciare un riscontro utile per i tuoi approfondimenti che potrai effettuare autonomamente consultando il testo di legge.Il Regolamento nella sua forma integrale (lo puoi trovare qui: https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:304:0018:0063:it:PDF)

Teniamo sempre in evidenza il Regolamento UE 1169 del quale riportiamo parte dell’art.21, riguardante la dichiarazione degli allergeni:

Reg 1169 – CAPO IV – INFORMAZIONI OBBLIGATORIE SUGLI ALIMENTI –SEZIONE 2 –Disposizioni particolareggiate sulle indicazioni obbligatorie – Articolo 21 –Etichettatura di alcune sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze:

1.Fatte salve le disposizioni adottate ai sensi dell’articolo 44, paragrafo 2, le indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera c), sono conformi ai requisiti seguenti:

a) figurano nell’elenco degli ingredienti conformemente alle disposizioni stabilite all’articolo 18, paragrafo 1, con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza o del prodotto figurante nell’elenco dell’allegato II; nonchè

b) la denominazione della sostanza o del prodotto figurante nell’allegato II è evidenziata attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri ingredienti elencati, per esempio per dimensioni, stile o colore di sfondo.

 In mancanza di un elenco degli ingredienti, le indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera c), includono il termine «contiene» seguito dalla denominazione della sostanza o del prodotto figurante nell’elenco dell’allegato II.

 Quando più ingredienti o coadiuvanti tecnologici di un alimento provengono da un’unica sostanza o da un unico prodotto figurante nell’elenco dell’allegato II, ciò è precisato nell’etichettatura per ciascun ingrediente o coadiuvante tecnologico in questione.

Nei casi in cui la denominazione dell’alimento fa chiaramente riferimento alla sostanza o al prodotto in questione, le indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera c), non sono richieste.

2 … (omissis)

Come hai potuto leggere, il testo è un richiamo continuo a paragrafi ed allegati. Proviamo a riassumere, richiamando direttamente i riferimenti a vari paragrafi ed allegati.

In pratica, nel rispetto delle Disposizioni nazionali per gli alimenti non preimballati, come da art.9 – Elenco delle indicazioni obbligatorie e da allegato II – SOSTANZE O PRODOTTI CHE PROVOCANO ALLERGIE O INTOLLERANZE, cioè per qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato, le indicazioni devono essere conformi ai seguenti requisiti:

a) essere comprese nell’ Elenco degli ingredienti, con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza o del prodotto come definite nell’ allegato II (SOSTANZE O PRODOTTI CHE PROVOCANO ALLERGIE O INTOLLERANZE); nonché

 

b) gli allergeni alimentari devono essere evidenziati attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri ingredienti elencati, per es. in grassetto o colore diverso o di dimensione diversa dal resto dei caratteri impiegati.

Anche se il tuo prodotto rientra nel caso in cui la norma non prevede l’obbligo di un elenco degli ingredienti, gli allergeni alimentari vanno comunque indicati con il termine “contiene” e di seguito le denominazioni indicate nell’ allegato II. Ad es. le etichette di un vino, riportano “contiene solfiti”.

Un esempio di prodotto che riporta chiaramente la denominazione con riferimenti all’allergene, lo trovi nelle confezioni in commercio del latte UHT: in tal caso le indicazioni di cui all’art.21 non sono riportate, in quanto il prodotto è chiaramente identificato come allergene dalla stessa denominazione di vendita e quindi il consumatore è già informato adeguatamente.

Ci preme indicarti alcune precisazioni, talvolta non riscontrate nella pratica comune.

Le indicazioni sugli allergeni alimentari, data l’importanza ai fini della salvaguardia della salute del consumatore, devono essere precise e senza ambiguità. Pertanto, consigliamo di evitare indicazioni del tipo contiene frutta a guscio (va indicato il frutto che è presente, non l’intera categoria), oppure può contenere tracce di … o prodotto in uno stabilimento che impiega o lavora …. Queste indicazioni non consentono di avere certezza della presenza o assenza degli allergeni. Pertanto richiamiamo sulla responsabilità di esprimere chiaramente la presenza di un allergene quando non sei in grado di escluderla.

Vale la pena sottolineare che l’ingestione anche in minima quantità di un allergene nei soggetti predisposti a reazioni allergiche, può portare allo shock anafilattico con esiti anche fatali. La consapevolezza di questo aspetto è sufficiente a far comprendere la gravità di una mancata, parziale, o inadeguata informazione.

Entriamo ora in merito alla dichiarazione della quantità netta.

Quantità netta, termine minimo di conservazione TMC, data di scadenza.

Reg 1169 CAPO IV – INFORMAZIONI OBBLIGATORIE SUGLI ALIMENTI –SEZIONE 2 –Disposizioni particolareggiate sulle indicazioni obbligatorie – Articolo 23 – Quantità netta:

 1. La quantità netta di un alimento è espressa utilizzando, a seconda dei casi, il litro, il centilitro, il millilitro, il chilogrammo o il grammo:

a) in unità di volume per i prodotti liquidi;

b) in unità di massa per gli altri prodotti.

2. (omissis…).

3. Le norme tecniche per l’applicazione del paragrafo 1, compresi i casi particolari nei quali l’indicazione della quantità netta non è richiesta, sono stabilite nell’allegato IX (INDICAZIONE DELLA QUANTITÀ NETTA).

Nell’allegato IX, che ti invitiamo a consultare, si evidenziano gli alimenti per i quali non è obbligatoria la dichiarazione della quantità netta, ad es. i prodotti venduti a pezzo o pesati direttamente davanti al cliente, o di peso inferiore a 5 grammi, con eccezione per le spezie e piante aromatiche. Si entra poi in merito alla dichiarazione della quantità netta per confezioni multiple, alle indicazioni sul peso netto sgocciolato, etc.

 Un accenno ora su come devi dichiarare in etichetta la data di scadenza oppure il TMC.

Reg 1169 – CAPO IV – INFORMAZIONI OBBLIGATORIE SUGLI ALIMENTI –SEZIONE 2 –Disposizioni particolareggiate sulle indicazioni obbligatorie –Articolo 24 –Termine minimo di conservazione, data di scadenza e data di congelamento:

 1.    Nel caso di alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico che potrebbero pertanto costituire, dopo un breve periodo, un pericolo immediato per la salute umana, il termine minimo di conservazione è sostituito dalla data di scadenza. Successivamente alla data di scadenza un alimento è considerato a rischio a norma dell’articolo 14, paragrafi da 2 a 5, del regolamento (CE) n. 178/2002. (NB: art.14 Requisiti di sicurezza degli alimenti: 1. gli alimenti a rischio non possono essere immessi sul mercato)

2. La data da menzionare è indicata conformemente all’allegato X.

3. (omissis…)

 ALLEGATO X –TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE, DATA DI SCADENZA E DATA DI CONGELAMENTO 

L’allegato X, che ti invitiamo a consultare attentamente, entra in merito alle modalità obbligatorie con le quali devi indicare il Temine minimo di conservazione (TMC) piuttosto che la data di scadenza o la data di congelamento, sia in termini descrittivi che di codifica della data. Descrive inoltre i pochi casi di esenzione dall’indicazione della TMC. Prescrive inoltre l’obbligo della descrizione delle modalità di conservazione che devono essere garantite per il mantenimento del prodotto per il periodo specificato.

Infine, ti ricordiamo il testo degli Art.25,27 e 28, che non necessitano di commenti:

Reg 1169 – CAPO IV – INFORMAZIONI OBBLIGATORIE SUGLI ALIMENTI –SEZIONE 2 –Disposizioni particolareggiate sulle indicazioni obbligatorie –Articolo 25 – Condizioni di conservazione o d’uso:

1. Per gli alimenti che richiedono condizioni particolari di conservazione e/o d’uso, tali condizioni devono essere indicate.

2. Per consentire una conservazione o un uso adeguato degli alimenti dopo l’apertura della confezione, devono essere indicate le condizioni di conservazione e/o il periodo di consumo, se del caso.

Articolo 27 – Istruzioni per l’uso

1.    Le istruzioni per l’uso di un alimento sono indicate in modo da consentire un uso adeguato dello stesso.

2.    2. (omissis…)

Articolo 28 – Titolo alcolometrico

1. Le modalità di indicazione del titolo alcolometrico volumico sono determinate, per quanto riguarda i prodotti di cui al codice NC 2204, dalle disposizioni specifiche dell’Unione applicabili a tali prodotti.

2. Il titolo alcolometrico volumico effettivo delle bevande con contenuto alcolico superiore all’1,2 % in volume diverse da quelle di cui al paragrafo 1 è indicato conformemente all’allegato XII.

ALLEGATO XII – TITOLO ALCOLOMETRICO

Il titolo alcolometrico volumico effettivo delle bevande con contenuto alcolico superiore all’1,2 % in volume è indicato da una cifra con non più di un decimale. Essa è seguita dal simbolo «% vol.» e può essere preceduta dal termine «alcol» o dall’abbreviazione «alc.».

Esistono molti altri aspetti del Regolamento 1169 e delle norme verticali che potrebbero interessarti, come la dichiarazione dell’ingrediente primario, la dichiarazione del Paese di origine (Art.26 Reg UE 1169), l’etichetta nutrizionale (Art. 29 Reg UE 1169). Li approfondiremo di volta in volta.

Nel frattempo, ti ricordiamo il nostro servizio Check Up Etichetta, basta un semplice click:

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NB: il contenuto di questo articolo ha valore meramente indicativo e non può essere considerato esaustivo per la predisposizione delle etichette. Ogni Operatore del settore alimentare deve elaborare autonomamente le proprie informazioni sugli alimenti delle quali è responsabile in relazione alla sua specifica realtà e produzione e secondo le specifiche norme di legge.

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