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HomeAggiornamenti NormativiL’etichettatura degli alimenti – PARTE VII: indicazione dell’ingrediente primario e paese d’origine.

L’etichettatura degli alimenti - PARTE VII: indicazione dell’ingrediente primario e paese d’origine.

Ci occupiamo questa volta di un argomento alquanto complesso e oggetto di varie modifiche nell’arco degli ultimi anni.

La corretta dichiarazione dell’ingrediente primario e del paese di origine ha una rilevanza importante in quanto questi due elementi contraddistinguono un prodotto alimentare e ne possono determinare anche il conseguente valore di mercato oltre che la correttezza delle informazioni.

Proseguiamo come di consueto riportando i paragrafi della normativa, accompagnati da nostre osservazioni, in modo da lasciare un riscontro utile per i tuoi approfondimenti che potrai effettuare autonomamente consultando il testo di legge. Il Regolamento nella sua forma integrale (lo puoi trovare qui: https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:304:0018:0063:it:PDF

Il reg, UE 1169 inquadra il tema sin dal lontano 2011 in relazione all’art. 26 che riportiamo in parte, come di consueto, approfondendone poi i punti principali:

Re. UE 1169 – CAPO IV – INFORMAZIONI OBBLIGATORIE SUGLI ALIMENTI –SEZIONE 2 –Disposizioni particolareggiate sulle indicazioni obbligatorie – Articolo 26 – Paese d’origine o luogo di provenienza :

1. Il presente articolo si applica fatti salvi i requisiti di etichettatura stabiliti da specifiche disposizioni dell’Unione, in particolare il regolamento (CE) n. 509/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alle specialità tradizionali garantite dei prodotti agricoli e alimentari ( 1 ), e il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari ( 2 ).

2. L’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza è obbligatoria:

a) nel caso in cui l’omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore in merito al paese d’origine o al luogo di provenienza reali dell’alimento, in particolare se le informazioni che accompagnano l’alimento o contenute nell’etichetta nel loro insieme potrebbero altrimenti far pensare che l’alimento abbia un differente paese d’origine o luogo di provenienza;

b) per le carni dei codici della nomenclatura combinata (NC) elencati all’allegato XI.

L’applicazione della presente lettera è soggetta all’adozione degli atti di esecuzione di cui al paragrafo 8. (NB: nel par.8 la Commissione UE si impegna ad adottare atti di esecuzione relativi all’applicazione del par.2 lettera b)

 3. Quando il paese d’origine o il luogo di provenienza di un alimento è indicato e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario:

a) è indicato anche il paese d’origine o il luogo di provenienza di tale ingrediente primario; oppure

b) il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario è indicato come diverso da quello dell’alimento.

L’applicazione del presente paragrafo è soggetta all’adozione degli atti di esecuzione di cui al paragrafo 8.

(omissis)

Ricordiamo quindi la definizione di Ingrediente Primario el reg UE 1169- CAPO I  –DISPOSIZIONI GENERALI – Articolo 2 –Definizioni – comma 2

1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni seguenti:

q) «ingrediente primario»: l’ingrediente o gli ingredienti di un alimento che rappresentano più del 50 % di tale alimento o che sono associati abitualmente alla denominazione di tale alimento dal consumatore e per i quali nella maggior parte dei casi è richiesta un’indicazione quantitativa;

Il testo dell’articolo 26 prosegue poi con una serie di adempimenti da effettuarsi da parte della Commissione UE per la definizione delle precise modalità di espressione dell’ingrediente primario e del paese di origine. Inattesa dell’emanazione di direttive, L’Italia ha emanato dei decreti che normano la dichiarazione del paese d’origine per alcuni alimenti.

Nel recente passato è stato emanato il REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/775 DELLA COMMISSIONE del 28 maggio 2018 recante modalità di applicazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda le norme sull’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento.

A questo regolamento si è aggiunta una Comunicazione della Commissione UE del 30 gennaio 2020. Il regolamento (UE) n. 775/2018 introduce l’obbligo di inserire in etichetta l’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza non solo dell’ingrediente primario in senso stretto ma anche degli ingredienti caratterizzanti del prodotto. Il regolamento non si applica: alle indicazioni geografiche.

Riportiamo i rimi due articoli del regolamento:

Reg. UE 2018/775 -Articolo 1 Ambito di applicazione

1.Il presente regolamento stabilisce le modalità di applicazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011, quando il paese d’origine o il luogo di provenienza di un alimento è indicato attraverso qualunque mezzo, come diciture, illustrazioni, simboli o termini che si riferiscono a luoghi o zone geografiche, ad eccezione dei termini geografici figuranti in denominazioni usuali e generiche, quando tali termini indicano letteralmente l’origine, ma la cui interpretazione comune non è un’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza.

Reg UE 2018/775 – Articolo 2 Indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario.

L’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza di un ingrediente primario, che non è lo stesso paese d’origine o luogo di provenienza indicato per l’alimento, viene fornita: a) con riferimento a una delle seguenti zone geografiche (omisis…seguono le definizioni)

b), oppure una dicitura del tipo “(nome dell’ingrediente primario) non proviene/non provengono da (paese d’origine o luogo di provenienza dell’alimento)” o una formulazione che possa avere lo stesso significato per il consumatore.

Nell’arco degli ultimi anni l’Italia ha emanato una serie di norme che riguardano alcuni prodotti.

Come abbiamo ricordato, nell’arco degli ultimi anni, i singoli Paesi hanno provveduto a normare la materia in attesa degli adempimenti della Commissione, ed in particolare l’Italia ha emanato una serie di norme che riguardano alcuni prodotti, per i quali ricordiamo:

Indicazione dell’origine in etichetta del grano duro per paste di semola di grano duro (Decreto 26 luglio 2017)

Indicazione dell’origine in etichetta del riso (Decreto 26 luglio 2017)

Indicazione dell’origine in etichetta del pomodoro (Decreto 16 novembre 2017)

I decreti citati sono tutti similari nella loro struttura e prevedono le modalità con le quali si devono indicare le origini di latte e latticini, pomodoro, grano per la pasta, riso.

In tal modo il consumatore può agevolmente riconoscere i prodotti del nostro territorio perché dichiarati negli ingredienti in etichetta, per ogni prodotto in commercio, oppure capire se le materie prime usate sono provenienti da altri paesi. E scegliere consapevolmente.

Recentemente è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021 l’obbligo di indicazione dell’origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell’origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati.

I Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, hanno firmato il decreto ministeriale che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore oltre il 1° aprile 2020, data di entrata in applicazione del regolamento europeo 775 del 2018.

GRANO/PASTA

Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;

b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE;

c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

RISO

Il provvedimento prevede che sull’etichetta del riso devono continuare a essere indicati:

a) “Paese di coltivazione del riso”;

b) “Paese di lavorazione”;

c) “Paese di confezionamento”.

Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura “Origine del riso: Italia”.

Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

POMODORO

Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;

b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.

ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA

Le indicazioni sull’origine devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

Con il prossimo articolo ci occuperemo dell’etichetta nutrizionale, importante obbligo previsto dal Regolamento UE 1169.

Nel frattempo, ti ricordiamo il nostro servizio Check Up Etichetta, basta un semplice click:

https://www.centauris.it/product/check-up-etichetta-alimentare/

NB: il contenuto di questo articolo ha valore meramente indicativo e non può essere considerato esaustivo per la predisposizione delle etichette. Ogni Operatore del settore alimentare deve elaborare autonomamente le proprie informazioni sugli alimenti delle quali è responsabile in relazione alla sua specifica realtà e produzione e secondo le specifiche norme di legge.

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