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Un mare di pesce per la nostra dieta! 1a parte

Carne o pesce? Ecco le differenze

Si discute molto su quale debba essere la migliore fonte di proteine in una dieta equilibrata. Le proteine svolgono un ruolo primario nel garantire lo stato di benessere del corpo, il corretto metabolismo, la struttura corporea ed il loro ricambio è fondamentale per l’organismo. In molti permane che la carne e i derivati del latte siano le risorse ideali, le più importanti. In realtà sempre più si pome l’accento sul fatto che le fonti animali di proteine quasi sempre accompagnano una elevata quantità di grassi saturi. Questo tipo di grassi, se consumati in abbondanza ed in modo ripetitivo, possono rappresentare una delle cause più diffuse dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, con conseguenze importanti sullo stato di salute delle popolazioni. Ad aggravare il rischio di un consumo smodato di carni animali, si affianca poi la presenza di quantità importanti di grassi complessi, come il colesterolo.

Quanto pesce consumiamo?

Ma le carni, le uova ed i formaggi non sono certo gli unici alimenti ricchi di proteine nobili. Alcuni alimenti di origine vegetale contengono quantitativi di proteine molto importanti, di valore biologico variabile, ma di sicuro interesse nutrizionale. Non sempre queste fonti proteiche sono utilizzabili da tutti i soggetti, basti pensare a chi soffre di intolleranze o peggio di allergie, come nel caso della soia o del glutine. Esiste però una fonte di proteine che spesso è sottovalutata: il pesce. Il settore alimentare ittico detiene purtroppo dei consumi ancora ridotti rispetto alle sue potenzialità ed alle sue valenze nutrizionali. Sebbene il nostro Paese sia al primo posto in Europa per i consumi di pesce pro capite, anche in Italia il consumo del pesce è inferiore alle raccomandazioni, nonostante l’Italia sia circondata dal mare e possa vantare una cucina dove il pesce è certamente un fiore all’occhiello della nostra tradizione alimentare. Il consumo annuo pro capite di carne si colloca intorno ai 78 kg, mentre quello del pesce è di circa 28 kg.

Come si è evoluto il consumo di pesce negli ultimi decenni?

Negli ultimi anni il consumo di carne si è spostato, diminuendo a favore di fonti proteiche alternative come appunto il pesce. Questa tendenza è ostacolata spesso da questioni economiche, poiché il pesce ha un prezzo medio più elevato delle carni comuni, e ancor più dalla preparazione del pesce, più laboriosa di quanto avviene per le carni. Una spinta all’aumento dell’uso del pesce nella dieta l’ha data la grande distribuzione, dove l’inserimento del banco pesce ha favorito l’offerta di prodotti ittici come atto quotidiano di acquisto al pare del banco salumi. Una ulteriore spinta al consumo del pesce è stata possibile grazie alla diffusione di preparazioni surgelate, quali i filetti di pesce più o meno elaborati, ed anche una ricca gamma di prodotti già puliti e pronti perla cottura. Il pesce surgelato deliscato e già pulito rende possibile una preparazione veloce ed una disponibilità praticamente illimitata di ogni specie durante tutto l’anno.

Valore nutrizionale del pesce

Se consideriamo il potere calorico del pesce, possiamo verificare che spesso è di gran lunga minore di quello della carne, specie se lo confrontiamo con i tagli più grassi di quest’ultima. Per non parlare del confronto con gli insaccati. Il suo contenuto minore in grassi è un fattore certamente positivo se si considera che il consumo medio di grassi è aumentato in modo importante nell’era del consumismo, soprattutto legati a prodotti carnei lavorati e all’industria dolciaria. Ciò va di pari passa alle malattie metaboliche, come il diabete, l’ipercolesterolemia, le disfunzioni epatiche, l’obesità. La prevenzione effettuata con una dieta corretta è quindi sempre più di interesse del singolo e della collettività.

Vedremo nella seconda parte come il pesce può rappresentare una risposta alla domanda crescente di una dieta controllata.

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